Ultimo aggiornamento 18/09/2010


Crizia

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La Porta del Tempo

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CTA - 102

 

 

Allorquando ci soffermiamo a considerare la nostra esistenza, oppure guardiamo un cielo notturno pieno di stelle, ci viene fatto di pensare alla possibilità che anche su altri corpi celesti sia presente la vita come noi la intendiamo. Non si tratta, in realtà, di un grosso problema, poiché anche se esistono abitanti di altri pianeti, le nostre possibilità di incontrarli sono assai remote. Pare, però, che esista almeno la possibilità di comunicare con essi.

Verso la fine del 1800 vi erano scienziati tanto convinti dell'esistenza di abitanti di Marte, che elaborarono tutta una serie di progetti adatti allo scopo. Già nel 1860 Colton, un astronomo inglese, aveva cominciato a raccogliere i soldi per costruire una serie di specchi enormi (100 metri di diametro ciascuno) da collocare sopra dei binari nel deserto del Sahara. I suddetti specchi, riflettendo la luce solare verso Marte, avrebbero dovuto comunicare agli abitanti di quel pianeta la nostra esistenza; in seguito, si sarebbe potuto elaborare tutta una serie di segnali coi quali intrattenere vere e proprie conversazioni. Un altro "bello spirito" fu un certo Schmol che, nel 1891 voleva collocare enormi fuochi nelle città di Bordeaux, Marsiglia, Strasburgo, Parigi, Anversa, Copenaghen, e Stoccolma in modo da riprodurre fedelmente una gigantesca orsa maggiore' . I marziani avrebbero senza dubbio risposto nella stessa maniera. Semprechè, beninteso, ne avessero avuta la possibilità.

Con l'avvento dell'elettricatà, ma soprattutto con il suo progredire, assistiamo alla proposta Cros che progettò di impiegare grossi riflettori ad arco voltaico intermittenti che avrebbero rivelato la nostra presenza ai marziani.

Il bello doveva venire con l'avvento del telegrafo. Lo scienziato inglese Sir Francis Gaulton, nel 1897 dichiarò niente meno, di aver ricevuto alcuni segnali telegrafici dallo spazio. Lo stesso Nikola Tesla, il mago dell'elettricità, disse di avere ricevuto segnali extraterrestri per mezzo di "vibrazioni trine" prodotte da un suo speciale apparecchio.

Lo stesso Guglielmo Marconi, nel 1951, rivelò di aver ricevuto segnali radio dallo spazio su una lunghezza d'onda superiore a quelle allora in uso e ritenne che detti segnali provenissero da Marte. Egli dimostrò che non si trattava di disturbi elettro magnetici poiché i segnali in discussione erano trasmessi ad intervalli regolari e costanti. Ma vi era stato, in precedenza, qualcosa di più e di meglio. Nella notte del 22 agosto 1924 il professor David Todd di Amherst (USA), poté registrare alcuni segnali tradotti in impulsi visibili mediante un apparecchio Jenkins. In quella notte d'agosto vi era un silenzio radio convenuto internazionalmente, per cui è possibile escludere la frode. Il film ottenuto dai segnali era lungo nove metri e presentava una serie regolare e ripetuta di punti e di linee; ma la cosa più curiosa è che a intervalli regolari di un metro apparivano, raggruppati, dei segnali che formavano in maniera piuttosto grossolana un volto umano. Occhi, bocca e naso erano chiaramente visibili. Che sia stato uno scherzo di qualche buontempone? Tutto è possibile! Nessuno, però, ha mai potuto affermare trattarsi di un trucco.

Tutti questi episodi la dicono lunga sulla voglia dell'uomo di approfondire la conoscenza di ciò che lo circonda. Egli ricerca continuamente un contatto con esseri viventi al di fuori di lui poiché questa nostra vecchia terra pare essersi fatta sempre più piccola.

In questa ricerca ci sono state alterne fortune, ma mai una conferma che la vita abbia potuto progredire in altri "lidi". Questo, fino al 12 aprile 1965. "Astronomi sovietici hanno registrato i segnali di un oggetto spaziale che possono essere emanati da esseri intelligenti. Si tratta forse della prima prova che non siamo soli nell'universo". Con questo dispaccio, la TASS, l'agenzia di stampa sovietica annuncia al mondo una sensazionale scoperta. La notizia, come è ovvio, fa il giro del mondo e fa scatenare tutti i giornali del pianeta. Era finalmente arrivata la certezza alla speranza dell'umanità: non siamo soli!

Il 14 aprile venne indetta una conferenza stampa presso l'università di Mosca. Tra i molti, eminenti, scienziati moscoviti, vi è un giovane sconosciuto: Nikolai Kardašev, al quale si deve la sensazionale scoperta. Egli prende timidamente la parola per spiegare le circostanze della vicenda. Fu osservando una sorgente di emissioni, scoperta da alcuni scienziati americani nel 1960 e classificata con la sigla CTA-102, che egli notò periodiche variazioni di intensità. Poiché un fenomeno del genere non si era mai constatato in precedenza, è lecito pensare che quei segnali potevano essere emessi da un'altra civiltà. Grande eccitazione tra i giornalisti presenti in sala che cominciarono subito a sommergere di domande gli scienziati presenti. In chiusura il dottor Dimitri Martinov disse: " Noi continueremo le osservazioni di CTA-102 con i radiotelescopi per verificare il carattere periodico delle emissioni. Ci occorre ancora un po' di tempo per pronunciarci definitivamente. Saremo pronti fra sei mesi".

Ma dove si trova CTA-102 ? Ai limiti della nostra galassia. Ben 5 milioni di anni luce ci separano da essa! Non sono pochi, tutt'altro. Per comunicare con quella parte della galassia, tra una domanda e la risposta passano addirittura dieci milioni di anni luce. Quindi sarà, purtroppo, impossibile un gemellaggio. Sempreché in quella parte di universo la vita ci sia. E già pochi giorni dopo la conferenza stampa di Mosca, le notizie furono scarsamente incoraggianti per i fanatici degli E.T.

Quelle emissioni non provenivano da una civiltà extraterrestre. Non provenivano da CTA-102 e, addirittura, non provenivano nemmeno dalla nostra galassia: esse venivano da una parte dell'universo distante dieci miliardi di anni luce! La potenza dell'emissione è così enorme che è impossibile, per noi, poterla attribuire a una qualche civiltà, anche se estremamente progredita.

Il sogno, dunque, era finito: non c'erano "omini verdi" desiderosi di mettersi in contatto con noi; e noi ci sentivamo ancora soli. Ma non bisogna disperare. Può darsi che domani una nuova CTA, magari 103, venga a rinnovare il fuoco delle nostre speranze.

 


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